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GESTIONE DELLA FATTRICE PER L’USO DEL SEME CONGELATO
Dr.Giovanna Romano, dipl.ECAR, Settembre 2007
Il seme congelato equino è stato usato con notevole
successo nell’ultimo decennio consentendo l’utilizzo di
linee genetiche prima irraggiungibili. Sono tuttavia
necessari alcuni accorgimenti di utilizzo legati alla
scarsa durata del potenziale fecondante dello spermatozoo
congelato e scongelato, rispetto a quello fresco o
refrigerato.
Lo spermatozoo infatti deve trovare un ovocita maturo,
pronto alla fecondazione, entro poche ore dal momento
dello scongelamento per potere con buon successo produrre
un embrione vitale. E’ stato dimostrato piu’ volte che in
media utilizzando una dose di seme congelato contenente
almeno 400 milioni di spermatozoi, con buona motilità
progressiva, intorno alle 6-12 ore dal momento
dell’ovulazione la percentuale di gravidanza non si
discosta dalla fertilità dello stesso stallone in fresco.
Ci sono almeno due correnti di utilizzo del seme congelato
equino:
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la prima richiede che la fattrice sia
gestita presso un centro di inseminazione organizzato.
Le cavalle sono monitorate ecograficamente ogni 6 ore
(6-12-18-24) in modo tale che l’inseminazione possa
avvenire nell’esatto momento in cui l’ovulazione viene
diagnosticata. Il processo è pulito e preciso e il seme
viene utilizzato “ad hoc”senza sprechi,
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la seconda teoria è nata per evitare
lo spostamento della fattrice dalla farm di residenza.
Le visite ecografiche vengono effettuate e domicilio
giornalmente fino alla presenza di un follicolo di
almeno 35mm di diametro. Quindi l’ovulazione viene
indotta farmacologicamente e la fattrice viene
inseminata alla cieca a 24 e 40 ore dalla
somministrazione del farmaco. Si è visto che buona parte
della ovulazioni avvengono infatti in questa finestra
temporale: questa procedura dovrebbe ridurre il numero
delle visite ecografiche. Tuttavia follicoli anomali o
anovulatori escono dal protocollo e inoltre
inseminazioni multiple aumentano il fenomeno
infiammatorio in un utero già suscettibile. E’ inoltre
ovvio che il consumo di seme è maggiore rispetto al
primo metodo.
La gestione della fattrice presso un
centro di inseminazione in genere viene effettuata a
forfait stagionale prefissato inclusivo di tutte le
procedure, mentre la prestazioni a domicilio vengono
conteggiate a visita aumentando il costo di gestione se è
necessario piu’ di un calore ad ottenere la gravidanza.
Quando la fattrice è pronta all’inseminazione è
indispensabile procedere alla preparazione asettica della
zona perineale. Le paillettes (straws) vengono scongelate
secondo le istruzione della ditta produttrice ma
generalmente immerse in un bagnomaria pulito a 37°C per 30
secondi. Spesso 8 paillettes contengono la dose
inseminante piena consigliata. E’ molto importante che le
straws vengano asciugate e disinfettate, nonché
identificate con precisione, prima di tagliare le
estremità versare il contenuto in una provetta sterile da
5-10ml. Il seme verrà aspirato in una siringa senza
silicone apposita per inseminazione e utilizzato con la
sonda da inseminazione.
Alternativamente le paillettes scongelate asciugate e
pulite vengono inseminate mediante apposita sonda con
mandrino da inseminazione multipla, sia nel corpo
dell’utero che alla giunzione utero-tubarica per piccole
quantità. La sonda resta in posizione mentre le paillettes
vengono svuotate una alla volta dentro l’utero. Questo
metodo è indicato quando la dose è costituita da poche
straws (meno di 4).
E’ indicato far visitare ecograficamente la fattrice il
giorno seguente l’inseminazione per rilevare e trattare
eventuali segni di infiammazione del utero (edema-liquido
libero) |
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